Interessante articolo pubblicato sul numero di febbraio di Netforum in cui si affronta il tema delle metriche nell'email marketing, chiarendo aspetti importanti e soffermandosi su tecniche in grado oggi di far ottenere i migliori risultati.
Prego notare le differenze: un conto sono le email inviate, ed un conto sono quelle recapitate. Allo stesso modo, un conto sono i lettori, da intendersi come unici, e un conto sono le aperture: un lettore può aprire il messaggio anche 4 o 5 volte. Quindi un lettore può avere 4 o 5 aperture. Allo stesso modo si distinguono i cliccatori dai loro clic.
Per capire l'approssimazione che risiede dietro questi numeri, occorre entrare un po' nel tecnico.
Entrambe le misure (apertura/clic) vengono monitorati - nei sistemi di emailing più evoluti - attraverso l'inserimento di un codice univoco, legato all'indirizzo email del destinatario. Se però il destinatario inoltra il messaggio a 10 persone, e tutte lo aprono a loro volta, dal sistema statistico di invio risulterà 1 lettore che apre il messaggio 11 volte: una palese distorsione, che possiamo chiamare effetto "inoltro", purtroppo inevitabile. Stesso discorso nel caso una casella email (es. info@...) venga letta da più persone (effetto "alias"). Lo stesso meccanismo si può incontrare nel calcolo dei clic.
A causa di questo effetto "inoltro" e "alias", il dato dei lettori, pur apparentemente più accurato, risulta spesso una sottostima del reale numero di lettori. L'impiego del bottone "inoltra ad un collega", solo raramente intercetta gli inoltri, che il più delle volte vengono effettuati dal proprio client di posta: è più veloce e dispongo già della rubrica dei contatti.
La possibilità di identificare, tramite un'analisi combinata di IP e orario di apertura, questi inoltri, è molto arbitraria e discutibile, perchè oggi un utente può leggere il messaggio da più IP contemporaneamente (dall'ufficio, da cellulare, da casa...) anche in tempi ravvicinati. Allo stesso modo, spesso le aziende si presentano verso l'esterno con un unico IP, o addirittura dietro uno stesso IP (vedi ad esempio i clienti Fastweb) possono esserci migliaia di utenti.
Altra stortura possibile, è il fatto che l'utente apra il messaggio senza scaricare le immagini (che sono bloccate di default in quasi tutti i sistemi di posta). In questo caso il dato dei lettori viene sottostimato, poichè il sistema statistico (di solito) va a contare solo i lettori che hanno scaricato le immagini e i lettori che, pur non scaricando le immagini, hanno dato evidenza di lettura tramite un clic qualsiasi su uno dei link contenuti nel messaggio. Alcuni chiamano questi lettori "lettori nascosti", noi preferiamo chiamarli "lettori senza immagini".
Quindi anche qui siamo difronte ad una sottostima del valore dei lettori. Tipicamente per rilevare una lettura, infatti, viene inserita un'immagine trasparente di 1pixel (univoca): quando l'utente apre il messaggio e scarica le immagini, il sistema di emailing rileva data, ora e utente che ha compiuto l'azione. Come ulteriore raffinatezza, occorre anche valutare in quale posizione questa immagine è collocata. Se posta all'inizio del messaggio tendenzialmente si otterrano risultati superiori in termini di apeture. Se invece è posta alla fine del messaggio, verrà richiamata solo da chi effettivamente si sofferma sul messaggio sufficentemente per richiamare tutte le immagini. Quindi chi scorre velocemente tra i vari messaggi cliccando accidentamente sul mio, verrà conteggiato come lettore nel primo caso, ma non nel secondo. Con il nostro sistema MailUp abbiamo scelto la seconda strada (gif trasparente di 1pixel al fondo del messaggio): pur dando risultati inferiori in termini di aperture, fornisce comunque dati più realistici.
Nel caso di immagini embedded - che sempre più clienti hanno iniziato ad apprezzare - in MailUp abbiamo adottato una tecnica diversa (visto che le immagini sono allegate in forma nascosta e quindi immediatamente visualizzate sul client di posta, anche se non è più collegato in rete) che comunque però fornisce un valore sottostimato di apertura.
C'è infine da considerare la modalità di invio. Se infatti invio il messaggio come multipart, quindi nella versione html e nella versione testo, che preparo separatamente, potrò rilevare l'apertura solo di chi lo apre come html e perderò quelli che lo aprono come txt. Anche qui si procede tipicamente per approssimazione. Dal confronto del tasso di clic rilevato tra le due versioni del messaggio, si risale ad un tasso di apetura probabile per i messaggi di solo testo.
Da tutte queste informazioni, se ne traggono tre indicatori fondamentali, come sempre di estrazione anglofona:
Se chi fornisce le statistiche ha interesse a massimizzare le performance, probabilmente assumerà come base di calcolo le email recapitate, applicando questa formula:
Questi valori saranno sensibilmente più alti rispetto a quelli calcolati in questo modo:
Un differente approccio, un po' conservativo ma a mio parere più corretto, è il seguente:
Tutte le modalità sono comunque corrette, l'importante quando si riceve un valore è sapere come è calcolato.
La fase successiva è collegare l'attività di tracking legata all'email a quella del sito web, in modo da "seguire" l'utente nella sua attività online, quindi monitorando le conversioni classiche (registrazione, login, download, acquisto...). Questo si ottiene facilmente integrando il codice della web analitycs dinamicamente all'interno dei link tracciati.
Grazie ad una piattaforma professionale di gestione direct emailing e newsletter è possibile rilevare con chiarezza tali dati, calcolabili nelle diverse modalità, in modo da intraprendere le opportune iniziative.
Nazzareno Gorni